È l’incubo di ogni condomino onesto: dover pagare le quote del vicino che non paga.
La solidarietà passiva (ovvero: se il condominio ha un debito, i fornitori possono aggredire chiunque) è un tema caldissimo.
La riforma del 2026 cerca di mettere ordine nella gestione della **Morosità Condominiale**, tutelando i condòmini virtuosi e velocizzando il recupero dai morosi.
## Decreto Ingiuntivo “Sprint”
L’amministratore ha già l’obbligo di agire contro i morosi entro 6 mesi dalla chiusura del bilancio.
Le nuove regole puntano a rendere il **Decreto Ingiuntivo Immediatamente Esecutivo** ancora più rapido.
Grazie alla giustizia telematica e alle procedure snelle, ottenere il titolo per pignorare i beni del moroso (stipendio, conto corrente, o l’immobile stesso) sarà questione di settimane, non di mesi o anni.
## Pignoramento del Conto Condominiale?
Un punto controverso della riforma riguarda la possibilità per i fornitori (es. la ditta di pulizie non pagata) di pignorare il conto corrente del condominio.
Alcune proposte mirano a limitare questa possibilità solo dopo aver tentato di aggredire il patrimonio del *singolo* condomino moroso.
L’obiettivo è evitare che i soldi versati dai condòmini onesti vengano “congelati” per colpa di chi non paga.
## La Lista dei Morosi
La Privacy fa un passo indietro di fronte ai debiti.
L’amministratore ha il dovere di comunicare ai creditori (fornitori non pagati) i **nomi e i dati dei condòmini morosi**, affinché i fornitori possano agire direttamente contro di loro e non contro tutto il condominio.
Se l’amministratore non lo fa, diventa responsabile personalmente.
## Fondo Morosità
Per proteggersi, molte assemblee stanno istituendo un “Fondo Morosità” (una cassa extra prudenziale) per anticipare le somme mancanti e pagare le bollette urgenti (come l’acqua o la luce scale) onde evitare il distacco per tutti.
La riforma 2026 potrebbe regolamentare meglio questo strumento, chiarendo come e quando può essere utilizzato e come devono essere restituiti i soldi ai virtuosi una volta recuperato il credito.
Il messaggio è chiaro: in condominio si vive insieme, ma ognuno deve pagare la sua parte. La tolleranza verso i “furbetti” è finita.